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Sistemi di sicurezza senza contatto
  PRODOTTI » Sistemi di sicurezza » Tecnologia
 

Sistemi di sicurezza senza contattoSistemi di sicurezza senza contatto:
Il sistema di sicurezza STEM viene utilizzato per controllare la chiusura di porte, ripari o protezioni varie su impianti e macchine che siano pericolosi per persone o cose. Il sistema di sicurezza è composto da un sensore magnetico e da un’unità magnetica codificati, interconnessi ad una centralina di controllo. Il sensore magnetico è la parte che rileva la presenza o l’assenza dell’unità magnetica codificata nella zona attiva e la trasforma in un corrispondente segnale. L’unità magnetica codificata è un oggetto che, con la modifica del campo magnetico da lui creato, provoca un processo di commutazione. La centralina di controllo trasforma infine il segnale fornito dal sensore in un segnale d’uscita.
I vantaggi nell’utilizzare un sensore di sicurezza senza contatto risiedono nella totale assenza d’usura e nella protezione contro liquidi e polveri. Il sensore può essere posizionato dietro pareti di plastica o materiale diamagnetico senza necessità di forature e senza che vengano modificate le distanze d’attivazione. L’utilizzo di tale sistema rende inoltre impossibile l’elusione del sensore con un magnete comune non codificato.

 
CATEGORIE DI SICUREZZA
La Direttiva macchine 89/392/CEE - recepita in Italia con il DPR 459/96 - contiene l’elenco dei requisiti essenziali di sicurezza che devono possedere le macchine per poter essere marcate CE e quindi commercializzate o costruite nei paesi della Comunità Europea.
I sensori di sicurezza senza contatto devono essere conformi alle normative europee in campo di sicurezza.
La sicurezza di una macchina e/o il pericolo che essa può rappresentare per l’operatore, viene determinata in base alla norma EN 1050. Ulteriori indicazioni si trovano all’interno delle norme EN 292 (Sicurezza del macchinario, concetti fondamentali e principi di progettazione), nella EN 1088 (Sicurezza del macchinario, dispositivi d’interblocco associati ai ripari) e nella EN 954-1 (Sicurezza del macchinario, parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza). Questa ultima ha lo scopo di indicare le linee guida per la progettazione dei sistemi di sicurezza e si applica a tutte le parti di comando legate a questa funzione, indipendentemente dall’energia utilizzata.
La norma EN 954-1 classifica i possibili circuiti di comando e controllo delle macchine in cinque differenti categorie (B, 1, 2, 3 e 4), le quali vengono realizzate con un livello d’affidabilità e sicurezza crescente. Ad esempio, un circuito di comando realizzato in categoria 3 fornisce maggiori garanzie rispetto ad un circuito di comando realizzato in categoria 1.
I requisiti delle cinque categorie sono riassunte come da tabella sotto riportata, tratta dal prospetto della EN 954-1.
TABELLA 1
 
Il tipo di filosofia che segue, va nella direzione di determinare la categoria idonea (B, 1, 2, 3, 4) del circuito di comando per una certa macchina, in base al rischio valutato. La categoria corretta viene scelta seguendo il percorso indicato nella tabella.
TABELLA 2
 
Come si deduce dal grafico, i vari passi per la valutazione del rischio prendono in considerazione tre differenti parametri:
S
La gravità di un eventuale danno che può avvenire nell’area di pericolo che si vuole proteggere. Un danno lieve come una contusione o una ferita può essere classificato come S1,mentre un danno irreversibile come una amputazione o la morte sono da classificare come S2.
 
F
Il periodo di esposizione al pericolo dovrebbe essere valutato sulla base di un valore medio che può essere visto in relazione al periodo di tempo totale in cui l’apparecchio è utilizzato. Per esempio, se è necessario introdursi regolarmente tra gli utensili di una macchina per aggiungere o movimentare il pezzo lavorato, allora dovrà essere scelto il parametro F2. Se l’accesso è richiesto solo saltuariamente allora può essere scelto il parametro F1.
 
P
Quando sopraggiunge un pericolo è importante sapere se è possibile riconoscere questa condizione e se tale situazione possa essere eliminata prima che questa porti ad un incidente. Quando si presenta una situazione pericolosa dovrebbe essere scelto il parametro P1 solo nel caso in cui ci sia una reale possibilità di prevenire un incidente o di ridurne i suoi effetti; P2 dovrebbe essere scelto se questa possibilità non esiste.
 
 
COME UTILIZZARE SENSORI E UNITÀ MAGNETICHE
I sensori magnetici di sicurezza sono internamente codificati al fine di poter essere attivati solo con le rispettive unità magnetiche.
Sia i sensori che le unità magnetiche presentano dei riferimenti serigrafici e meccanici per indicare la corretta posizione nella quale far avvenire l’attivazione.
FIGURA 1
 
È possibile ottenere l’attivazione del sensore facendo avvicinare l’unità magnetica in differenti direzioni.
Nel catalogo ad ogni sensore sono abbinate delle distanze di attivazione, disattivazione e reset (il reset è presente solo con sensori abbinati alla centralina NC20) che sono riferite solo all’avvicinamento dell’unità magnetica secondo l’asse X.
 
 
ATTIVAZIONE LUNGO GLI ASSI
L’attivazione del sensore avviene facendo avvicinare l’unità magnetica secondo la direzione indicata dalle frecce presenti in serigrafia sul sensore stesso e sull’unità magnetica. È possibile ottenere l’attivazione lungo i tre assi “X”, “Y” e “Z”.
I sensori e le unità magnetiche devono essere montati in modo da impedirne allentamenti o rimozioni e devono essere protetti da urti che potrebbero danneggiarli; non possono essere usati quindi come fermo meccanico.
Il montaggio deve essere eseguito solo con viti, dadi, piastrine in materiale amagnetico. Non incassare in masse ferromagnetiche.
FIGURA 2
 
 
 
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